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Fulmine

Viene al mondo in automobile, nel bel mezzo di un furibondo temporale, e Fulmine è il nome che la sua mamma ragazza gli dà.
Cresce sotto il sole di Puglia, scalpita, vuole racimolare i soldi per andare lontano; raccogliendo olive e pomodori si scontra per la prima volta con l’ingiustizia degli uomini.
Sulla strada che lo porta a nord, vede un muratore cadere da un ponteggio senza protezione; nel paesetto veneto dove approda, soccorre ragazzini dalla pelle nera malmenati a colpi di spranga.
Davanti a questi torti, Fulmine non può chiudere gli occhi, non li accetta: vuol dire no, vuol dire basta.
“Non posso stare bene se non faccio qualcosa per cambiare il mondo” confida nella notte alla sua dolce ragazza innamorata.
Invoca silenziosamente i suoi eroi: Nelson Mandela, Martin Luther King e Malcolm X. Gli spiegano che è sempre perdente, la battaglia di un uomo solo.
Chiama a raccolta il suo professore d’italiano delle medie, che gli aveva raccontato così bene gli errori della Storia: nella cucina di Giuliano Santamaria, il suo vecchio professore, nasce il progetto invincibile, la protesta ‘violenta e pacifica’ che si propagherà a macchia d’olio e metterà in mutande i potenti.
Segnando il suo destino.

Storia di un eroe di oggi: di un ragazzo coraggioso che con la sua ‘violenza pacifica’ combatterà razzismo e ipocrisia.
A costo di mettere in gioco il suo amore e la sua stessa vita.

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