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Altro che Olimpiadi, meglio la gara di rutti

Le Olimpiadi a Roma? Orrore, ha detto un anno fa la giunta grillina di Roma. Torneo di rutti a Torino, in piazza Castello? Questo sì, ha detto la giunta grillina di Torino. E così sabato, salvo auspicabili ripensamenti dell’ultima ora, si svolgerà il “Burp d’estate”, la definizione in inglese nobilita il rutto. La competizione è aperta a tutti. L’iscrizione costa un euro che andrà in beneficenza.

La gara a chi sputa più lontano si farà più avanti. Poi quella di scapperamento indoor. Altro non so. Per ora.

Se anche la pioggia diventa un caso politico

La battaglia politica diventa ogni giorno più squallida e desolante. Per qualche voto in più ci si attacca a tutto, anche al maltempo. Un volta si diceva “piove, governo ladro” oggi questo solgan presenta numerose varianti. “Piove, Raggi incapace”, “Piove, colpa del PD”, e via così un colpo al cerchio, uno alla botte. Polemiche desolanti, pochissima attenzione sulle tragedie umane, ma soltanto la ricerca parossistica di uno spunto, spesso un pretesto, per attaccare l’avversario politico. Insomma, andiamo sempre peggio. Pietà l’è morta. Solidarietà non si sente troppo bene. E la pioggia continua a cadere.

Caccia all’untore, anzi all’immigrato

All’improvviso sono diventati tutti infettivologhi e specializzati, oltre tutto, in malaria. È morta una bimba, la fortunatissima Sofia Zago, di soli quattro anni, e sulla sua pelle si  è subito scatenata la canea anti-immigrazione, una vera e propria caccia all’untore. “Dopo la miseria portano la malaria” titola in prima pagina Libero. E aggiunge “Immigrati affetti da morbi letali diffondono infezioni”.Tutto questo senza un’ombra di dubbio, senza un forse, senza un condizionale. Una vergognosa certezza assoluta.

Questo è il giornalismo di oggi. Un giornalismo che se esistesse un Ordine verrebbe come minimo ammonito. Ma l’Ordine dei giornalist in Italia non esiste.

Gli sbarchi sono in calo ma riprenderanno presto

Sbaglia chi pensa che gli sbarchi siano praticamente finiti. Se si è registrato un fortissimo calo è soltanto per motivi contingenti: la guerra alle ONG innanzi tutto e i respingimenti verso la Libia. Ma fra un po’ riprenderanno, non appena i passeur che in Africa organizzano i viaggi della disperazione troveranno mete diverse da quella mefitica della Libia. Partiranno dal Marocco, dall’Algeria e magari non punteranno più soltanto su Lampedusa, ma andranno in Sardegna o in Spagna. Ma riprenderanno e l’Europa s’accorgerà che il problema è tutt’altro che risolto.

Se gli sbarchi dovessero sparire

E se il numero degli sbarchi crollasse precipitosamente? Se addirittura arrivasse a zero? Se nessun africano mettesse più piede in Italia? Ve li immaginate i vari Salvini, Meloni, Di Maio , Sallustri, Belpietro, Feltri eccetera eccetera senza più questo argomento per cercare voti, lettori o telespettatori? Secondo me i più disperati sarebbero proprio loro, loro e tutti gli  ineffabili speculatori sul drammatico fenomeno dell’immigrazione. Speriamo, per loro, che gli sbarchi continuino.

A Breno scritte e balle di fieno contro i neri

Ed ecco, puntuale, la notizia quotidiana di becero razzismo. Stavolta viene dalla privincia di Piacenza, esattamente da Breno. Spaventati dall’idea di dover accogliere 15 minorenni africani, gli abitanti di Breno hanno scritto su un muro “Breno dice NO ai neri e alle coop e all’invasione” e hanno ostruito l’ingresso con quintali di balle di fieno. Per fortuna sono intervenuti il sindaco e le forze dell’ordine a rimettere le cose a posto. Stavolta è  andata bene. Stavolta.

Ministro Fedeli, caccia subito questo insegnante

 

Qualche giorno fa tale Manfredo Bianchi, insegnante di non so quale materia all’istitut0 per geometri  di Carrara, è salito sulle pendici del Monte Sagro e ha issato sulla cima la bandiera della Repubblica di Salò. Con questo gesto ha voluto ricordare la strage di Vinca quando, il 24 agosto 1944, i nazifascisti rastrellarono e uccisero 173 civili , tra cui donne incinte e bambini. L’ha ricordato per celebrarlo, non per commemorarlo.

La notizia fa venire i brividi. La fotografia che mostra Manfredo Bianchi, già candidato con Fratelli d’Italia alle scorse elezioni, mentre sventola impettito la bandiera della RSI pure. Spero che il ministro  dell’istruzione Valeria Fedeli l’abbia vista e  impedisca da questo momento al professor Bianchi di metter piede in una qualsiasi scuola italiana. Una persona che esulta al ricordo di una strage nazifascista non è degno di una cattedra. Può insegnare soltanto odio.

“Si mangia bene, ma i camerieri sono di colore…”

La quotidiana cronaca “nera” e becera di oggi  viene da Palermo. Una donna di cui si è preferito non fare il nome, dopo essersi abbuffata al ristorante «Sikulo Bistrot» ha scritto sul web. «Si mangia bene, sono gentili ed efficienti. La pizza è buona ma il servizio ai tavoli, svolto da uomini di colore, non mi piace». Gli “uomini di colore” sono giovani camerieri provenienti dal Ghana e dal Bangladesh.

Spero che la pizza prima sia rimasta sullo stomaco di questa stupida razzista e che, di notte, le abbia provocato una diarrea devastante.

I “neri” in piscina? Salvini non riesce a crederci…

Ed ecco, anche oggi,  puntuale, la notizia giornaliera di dilagante razzismo italiano. Stavolta viene dalla Toscana. Don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro a Pistoia, ha pensato di accompagnare in piscina un gruppo di profughi nigeriani, gambiani, senegalesi come premio per aver lavorato gratuitamente per la Onlus “Gli amici di Francesco”. Apriti cielo razzista. Non appena Matteo Salvini ha visto le foto su Facebook ha avuto un fottone e ha scritto immediatamente un cinguettio su tweet. Un cinguettio di accuse, naturalmente, subito imitato dai suoi seguci leghisti e, manco a dirlo, dalla fascistona di Fratelli d’Italia. Salvini ha scritto: “Questo Massimo Biancalani, prete anti-leghista, anti-fascista e anti-italiano, fa il parroco a Pistoia. Non è un fake! Buon bagnetto”. Il parroco ha risposto che l’accoglienza è uno dei doveri del buon critiano.

E urlavano: “Ti faremo abortire, negra di merda”

Tanto per non perdere l’abitudine (vedi post precedente) ecco il giornaliero fatto di cronaca “nera”. Stavolta è accaduto a Rimini. Una donna di colore incinta di sei mesi è stata aggredita da un ventiduenne di Caserta e da una dicianovenne di Ancona che prima hanno tentato di derubarla di quel poco che aveva con sè, poi l’hanno ricoperta di calci e pugni e infine gettata a terra urlandole addosso. “Ti faremo abortire, negra di merda”. Quando dico che il razzismo non è più sotterraneo ma ormai alla luce del sole.