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Ma c’è qualcuno che si appassiona a questi ballottaggi?

Mai come questa volta i ballottaggi per le comunali arrivano nell’indifferenza generale. Secondo voi qualcuno perde il sonno non sapendo chi sarà il sindaco di Genova, Monza, Verona, Belluno, Rieti, Cernusco sul Naviglio, Oristano eccetera eccetera? Non credo proprio. La testa è alle vacanze, al mare o alla montagna. C’è un disamore totale e vedrete che a vincere sarà il partito dell’astensione. E se Mentana farà un’altra maratona bisognerà chiamare gli infermieri.

Cinque giorni in Puglia a parlare di “Lampa Lampa”

Cinque giorni belli e intensi in Puglia e Basilicata per presentare “LAMPA LAMPA” il mio ultimo libro uscito con Radici Future che racconta, sotto forma di romanzo, il fenomeno della migrazione. Lampa Lampa è il modo  in cui i migranti chiamano Lampedusa, l’isola del sogno, il primo approdo del viaggio della speranza. Ma quel viaggio non è quasi mai un sogno. Molto più spesso un incubo. È quello che racconto nel libro e sono felice quando incontro, come è successo a Foggia, Rutigliano, Bari, Matera e Locorotondo, un pubblico attento, curioso e propositivo.

La lezione della Caporetto grillina

Una cosa sopra tutte le altre è confortante: finalmente la smetteremo di sentire Grillo, Di Maio, Di Battista e compagnia cantante asserire come un mantra di essere il primo partito d’Italia. E forse per un po’ la smetteremo anche di sentire le frasi. “Quando saremo al governo…”. La politica, cari giovani inesperti grillini, è una materia infida, una brutta bestia con la quale non si scherza. Ed è anche permalosa, la politica, perché punisce sempre chi è troppo arrogante. Ma c’è anche un lato positivo. la Caporetto dell’11 giugno può servire da lezione. Ce e ve lo auguriamo.

Ma perché dovremmo stare dalla parte di Belpietro?

Invece di essere contenti perché una trasmissione spazzatura come “Dalla vostra parte”, condotta da Belpietro, viene finalmente soppressa, i dietrologi complottisti del “Fatto” svelano che la decisione è stata presa perché i temi trattati erano cari alla Lega e ai Cinque Stelle. E ora che ne sarà di “Quinta colonna” si chiede preoccupatissimo il quotidiano online di Gomez? Spero la stessa fine, dico io sommessamente. Sì, perché stracciarsi le vesti per Belpietro e Del Debbio proprio no.

Lei non sa chi è Allegri

Sembrava una frase obsoleta, appartenente ormai soltanto a un repertorio di vecchie barzellette, e invece c’è ancora qualcuno, nel 2017, che dice “Lei non sa chi sono io…”. Massimiliano Allegri, per esempio, l’allenatore della Juventus. Fermato dai vigili perché sorpreso a usare il telefonino mentre era al volante,  scoperto a guidare senza patente, invece di chiedere scusa, inventarsi una bugia, fare un sorriso magari spiegando che era soprappensiero perché ancora scosso dal 4-1 subito dalla sua squadra contro il Real, invece di fare tutto questo, Allegri si è messo a insultare i vigili dando loro dei “falliti”. È stato denunciato e mi auguro sinceramente che venga condannato per reato di spocchia, superbia e arroganza.

Quel mostro che uccide con la “Balena blu”

Si chiama Philip Budeikin, ha 21 anni, è russo. Da oltre un anno è in galera e c’è da augurarsi che rimanga a lungo. Sì, perché Philip Budeikin è quel  mostro che inventato il “Blue Whale”, la balena blu, ovvero il gioco della morte che ha già istigato al suicidio oltre duecento ragazzi e minaccia di dilagare in tutto il mondo, Italia compresa.

In che cosa consiste? Bisogna fare un’idiozia al giorno per cinquanta giorni consecutivi, tipo svegliarsi alle 3 del  mattino e restare svegli fino al fare del giorno, fare scorpacciata di film horror e altre cose del genere. Alla fine bisogna incidersi sul braccio una balena, con un coltello appuntito ovviamente, e uccidersi lanciandosi nel vuoto dall’alto di un palazzo.

Sembra un film dell’orrore. Purtroppo non è un film, né un libro, ma è l’orrore reale dei nostri giorni. Proteggiamo i nostri ragazzi, controlliamoli, evitiamo che cadano nelle grinfie di quel  mostro di nome Philip Budeikin.

 

Quei trecentomila profughi prigionieri in Libia

Leggo sul Corriere della Sera di oggi un reportage di Francesco Battistini sul campo-carcere di Sikka, a Tripoli. Leggetelo anche voi, se potete. Racconta di 300 mila profughi tenuti prigionieri in un hangar senza luce e senza acqua,  di 20.000 bambini quasi tutti orfani, di 30.000 donne, di una madre marocchina che ha perso il lume della ragione a causa delle infinite violenze subite. Parla anche di un vecchio nigeriano che è andato in Libia alla ricerca del figlio scomparso mentre sognava di raggiungere Lampedusa. Un articolo degno, che apre gli occhi sulla tragedia dei migranti. O almeno dovrebbe aprire gli occhi.

Fally che sul gommone c’è stato

Se qualcuno ancora si chiede perché scappano dal loro paese sapendo di rischiare la pelle durante il  viaggio verso Lampedusa, legga questa frase pronunciata da Fally, ventiseienne, del Gambia: “Meglio morire nel deserto o in mare piuttosto che restare a farsi ammazzare nel proprio paese. Perché in Gambia la dittatura uccide”.

Fally – lo vedete in basso a destra nella foto – ha parlato così in un dibattito pubblico a Milano, presso la Libreria Centofiori, alla presentazione di “Lampa Lampa”, il mio ultimo libro che parla appunto di immigrazione e il pubblico è stato ad ascoltarlo con attenzione perché una cosa è il bla bla bla dei talk show televisivi, altra cosa è la testimonianza di chi sul gommone c’è stato, ha sofferto, ha avuto paura.

Fally ha 26 anni, fa il falegname, a Milano è stato accolto benissimo e merita il premio di una vita normale.

Avete visto almeno un grillino alla marcia pro migranti?

Io alla  marcia pro migranti di Milano non c’ero.. Non c’ero sarò fisicamente, perché impegnato a discutere gli stessi temi a Città di Castello, ma ero presente con lo spirito, con la mente e col cuore. Idealmente anch’io ho marciato insieme alle migliaia e migliaia di persone che hanno reso grande e incoraggiante l’iniziativa. Il giorno dopo ho sfogliato i giornali per vedere chi c’era.  Ho visto il presidente del Senato, ho visto D’Alema, Bersani, la Bonino. Ho visto il sindaco Sala con la madre ottantaseienne. Non ho visto naturalmente nessun rappresentante di Forza Italia, né della Lega, né di Fratelli d’Italia. Ma non ho visto neppure un grillino. Uno che è uno. Erano tutti ad Assisi con Grillo il novello San Francesco?