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E urlavano: “Ti faremo abortire, negra di merda”

Tanto per non perdere l’abitudine (vedi post precedente) ecco il giornaliero fatto di cronaca “nera”. Stavolta è accaduto a Rimini. Una donna di colore incinta di sei mesi è stata aggredita da un ventiduenne di Caserta e da una dicianovenne di Ancona che prima hanno tentato di derubarla di quel poco che aveva con sè, poi l’hanno ricoperta di calci e pugni e infine gettata a terra urlandole addosso. “Ti faremo abortire, negra di merda”. Quando dico che il razzismo non è più sotterraneo ma ormai alla luce del sole.

Quante brutte notizie di cronaca “nera”

A Cervia, in Romagna, negato un posto di lavoro di cameriere a un ragazzo perché di pelle nera.

A Verona, in Veneto, non ammessa a un concorso canoro una ragazzina di 15 anni perché di pelle nera.

A Margherita di Savoia, in Puglia, negato l’affitto di un appartamento a una coppia. perché di pelle nera.

Sono tre notizie dell’ultima settimana. E allora devo cambiare registro. Di solito, quando vado nelle scuole a parlare di libri e di società con i ragazzi, dico di un “razzismo sotterraneo” che sta pervadendo l’Italia. Beh, d’ora in poi dovrò cambiare aggettivo: il razzismo non è più sotterraneo, ma giorno  dopo giorno sempre più in superficie, alla luce del sole.

L’invito a farsi la doccia o il no alla ragazzina di colore?

Anche per oggi abbiamo il nostro bel quiz: è più brutta la storia dell’albergo svizzero che chiede ai clienti ebrei di farsi una doccia prima di entrare in piscina o quella dell’organizzatore canoro di Verona che esclude dal suo concorso una ragazzina nata e residente a Verona perché ha la pelle nera e quindi non può essere considerata italiana? Quando le due notizie hanno incominciato a girare l’albergo svizzero ha chiesto scusa, ammettendo di aver sbagliato, l’organizzatore veronese ha detto di non essere razzista, ma italiani si nasce, non si diventa.

Dite voi qual è la notizia più desolante.

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Cara eminenza mi dispiace, io sto con le ONG

Un mese di lontananza dal blog e, alla ripresa, le cose di sempre: il centrosinistra spaccato, Salvini che urla e straparla, i 5 Stelle che sembrano anche loro leghisti, Renzi che imperversa… E, soprattutto, la constatazione che il problema dei problemi è sempre quello: l’immigrazione. Adesso c’è la legge Minniti, c’è la guerra alle ONG, ci si mette pure la Chiesa, con il presidente della CEI, a intralciare le  missioni umanitarie di salvataggio. Io, tanto per chiarire, sto con le ONG. So benissimo che non tutte sono cristalline, che a bordo di alcune navi c’è qualcuno che specula e traffica in combutta con gli scafisti, ma l’idea del respingimenti mi fa paura. Avete idea di che cosa capita ai  migranti che vengono fermati in mare e rimandati nelle carceri libiche? Ne ha una minima idea il presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti?

Quell’11 luglio di trentacinque anni fa, a Madrid

Trentacinque anni fa a quest’ora, l’11 luglio 1982, ero a Madrid, stadio Bernabeu, inviato speciale della “Domenica del Corriere” per la finale del Mundial tra Italia e Germania. Ero certo, come tutti, che avremmo vinto e non dimenticherò mai il pallore sul volto di Cabrini dopo aver sbagliato il rigore, l’urlo di Tardelli dopo il suo gol, ma soprattutto l’irrefrenabile gioia del presidente Sandro Pertini a fine partita. Che ricordi! Che tempi! Trentacinque anni fa… Ora Pertini non c’è più, Enzo Bearzot neanche, Beppe Viola e Gianni Brera neppure e non ho tanta voglia di festeggiare.

 

Ma i grillini sanno che cosa è stato il fascismo?

D’accordo le strategie politiche, d’accordo la corsa al voto da qualunque parte esso provenga, va bene tapparsi il naso, ma ci sono cose sulle quali non è lecito speculare. Una di queste è l’antifascismo e fanno bene quanti ricordano che farne l’apologia è vietato dalla Costituzione e fanno benissimo quelli che, sentendone la puzza, propongono leggi che ne vietano la propaganda non soltanto in piazza e sui muri, ma anche e soprattutto sui social.

D’accordo su questo punto? Mi auguro di sì, dovrebbero essere considerazioni scontate. E invece scontate non sono. Perché il mostro della politica ha sempre più fame e chiede voti, voti, voti, consensi e applausi. Ha fame il mostro e fa dire ai grillini che la proposta di legge che vuole condannare chi propaga il pensiero fascista è liberticida. Una tesi aberrante che solo Salvini, la Meloni e la Mussolini possono condividere. Ma quei ragazzotti che giocano a fare i politici e vorrebbero governare l’Italia sanno che cosa è stato il fascismo?  Sanno chi erano Giacomo Matteotti, i fratelli Rosselli, Sandro Pertini, eccetera eccetera eccetera? Sanno delle leggi razziali? Degli  italiani morti in campo di concentramento? Ma perché invece di aprire bocca a sproposito non aprono qualche libro?

Quei vertici inutili che non aiutano i migranti

Un altro vertice ricco di tante parole è andato e il problema dei migranti è al punto di prima. Hanno parlato i nostri, hanno parlato i tedeschi, i francesi e che so quanti altri e il problema è sempre lo stesso. I migranti continuano ad arrivare e arriveranno ancora e ancora per mesi e per anni. Dice: dobbiamo fermarlì lì, impedire che partano. Bei propositi, ma come li fermi lì, impedendo che partano? Ti metti d’accordo con la Libia? Va bene,  partiranno dal Marocco. Controlli il Marocco? Partiranno dalla Tunisia. Allora “aiutiamoli a casa loro” in modo che non abbiano più necessità di partire.  D’accordo. Però aiutiamoli con i fatti non con le parole. Ma nell’attesa dei fatti, la soluzione è una: creare dei flussi legali di migrazione. Ma per farlo bisogna tenere vertici diversi da quello appena terminato.

Piccoli razzisti crescono

Dalla provincia di Rimini arriva una notizia triste e desolante. Viene da un asilo estivo, protagonisti bambini di sette, otto anni. A un certo punto una bimba di otto anni, figlia di una donna della provincia di Rimini e di un senegalese,  cade in terra correndo sui pattini. Le arriva vicino un bambino della sua stessa età, la guarda e invece di aiutarla a rialzarsi le sputa in faccia questa frase: “Ti sta bene che sei caduta. È a terra che devono stare i negri”. Poi si gira e se ne va. Raggiunge gli altri bambinetti dell’asilo estivo in tempo per sentire un razzistello come lui che dice: “Io vicino a una negra non ci sto”.

Provincia di Rimini, Italia, 30 giugno 2017.

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