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Scissione sì, scissione no… è la terra dei cachi

Scissione sì, scissione no… Sembra la canzone di Elio, quello della terra dei cachi. Diciamoci la verità: non se ne può più. È diventatato un tormentone peggiore di quello che riguarda Virginia Raggi, Di Maio e company, più insulso di quello sulla leadership del centrodestra, Salvini o Berlusconi? Ma basta, signori della sinistra basta! Se volete fare la scissione fatela; se non volete farla non parlatente più. Basta che decidiate in fretta.

Che pena questa schermaglia pro o contro i grillini

Che tristezza assistere giorno dopo giorno a questa squallida schermaglia tra giornali grillini e anti-grillini. Uno infanga Di Maio, l’altro lo difende attaccando la concorrenza, Grillo attacca tutta la stampa, Di Battista straparla, Travaglio insorge, la Repubblica precisa… Che noia, amici miei, che noia. È una notizia scrivere che Di Maio ha definitio Marra un servitore dello Stato? È importare stabilire quando l’ha detto se l’ha detto? La risposta stasera a “8 e mezzo”…

Peggio la “patata bollente” di Libero o l’inno al precariato di Rondolino?

È impressionante come il giornalismo italiano continui a mostrare il peggio di sè. Sembra che ci sia un  disegno superiore finalizzato allo sputtanamento definitivo della categoria. Articoli in prima pagina in cui si parla del ciclo mestruale della Pellegrini, e va beh, pagine intere dedicate alle sofferenze delle aragoste e ci sta anche questo, ma poi si arriva alla “Patata bollente” di Libero e subentra lo sdegno. Uno chiude il giornale, accende la televisione e cosa vede? L’ineffabile Rondolino che, commentando la tragedia  di un trentenne che si è tolto la vita perché senza lavoro, dice: “Io ho insegnato alle mie figlie che il precariato è un valore”. Chissè come saranno contenti i genitori del ragazzo che si è ucciso. Ma credete che questa uscita di Rondolino verrà stigmatizzata da chi gestisce la trasmissione? Macché. Rondolino tornerà puntualmente in TV a dare lezioni di cinismo. È il giornalismo italiano perderà altri colpi.

Ultime dall’aboratorio dove si impara ha scrivere

L’accademia della Crusca ha lanciato l’allarme: i nostri ragazzi non sanno l’italiano, bisogna che gli insegnanti si impegnino di più per farglielo apprendere. Parole sacrosante.

Due piccoli esempi diretti: al termine di un breve corso di scrittura ho chiesto ai giovani allievi di fare un sintetico bilancio. Uno di loro ha scritto: “Il corso mi è piaciuto perché mi ha insegnato HA scrivere”. Un altro ha detto che era stato interessante uscire DALL’ABORATORIO di tecnica per imparare la scrittura. Sì, l’aboratorio, il laboratorio… Capito a che livello siamo?

Insulti, sputi e testate al giocatore che viene dal Gambia

Una settimana fa un ventiduenne del Gambia, il paese più piccolo dell’Africa, è annegato nel Canal Grande, a Venezia, senza che nessuno gli prestasse soccorso. Tre giorni fa, a Livorno, un diciottenne anche lui gambiano è stato maltrattato e offeso da ragazzi della sua stessa età durante una partita di calcio- Gli hanno urlato “Nero di merda”, “Torna al tuo paese”, poi gli  hanno sputato addosso e alla fine, terminata la partita,  lo hanno colpito al volto, con una testata. Il giovane gambiano è finito all’ospedale. Era una partita di calcio tra squadre juniores.

C’è altro da aggiungere?

I grillini costretti a tacere, altrimenti Grillo si arrabbia

Prosegue senza freni la deriva fascista di Beppe Grillo. Non dico di tutto il Movimento 5 Stelle, proprio la sua, personalissima. Da oggi nessuno può più osare parlare, dire la sua ai giornalisti, vil razza dannata. La comunicazione la fanno quelli delegati (da Grillo) a farla, non un Fico qualsiasi che si permette di dire la sua. E si sappia che chi sgarra da oggi paga. Per cui se il capo un giorno va con Farage, il giorno dopo no, il terzo sì, guai a dire che fa alleanze. Grillo non si allea con nessuno. Grillo non è di destra. Grillo non è di sinistra. Grillo non è.

Un manuale per chi vuole scrivere un best seller

Chi è stato il primo al mondo a capire l’importanza della scrittura? Quante parole al giorno scriveva George Simenon? Quante James Yoyce? Qual è l’incipit più bello di tutti i tempi? Quali sono le regole che un giallista deve assolutamente rispettare? È meglio scrivere in prima persona o in terza persona? Meglio essere scrittori beethoveniani o mozartiani? Le risposte a queste e a tantissime altre curiose domande sul tema della scrittura le trovate nel Manuale di scrittura creativa 2.0 appena edito dalla GIV.

Ecco che cosa aspettarsi dal giornalismo 2.0

È vero, con l’età sono diventato certamente un trombone, uno di quelli “ai miei tempi…” però lasciatemelo dire: il giornalismo 2.0 non è più quello di una volta. Mancano i direttori seri, i caposervizio seri, quelli che ti insegnano il mestiere. Perché dico questo? Perché nessuno ha insegnato niente a quello scellerato cronista televisivo che  l’altra mattina ha intervistato un’insegnante del sedicenne assassino di Ferrara, quello che ha ucciso i genitori dell’amico a colpi di accetta. Sapete che domanda ha fatto il cronista all’insegnante? “E mi dica, se l’aspettava?”. Ai miei tempi il direttore l’avrebbe preso a calci in culo. Forse quando ha fatto quella domanda il cronista pensava che l’insegnante rispondesse. “Sì, in effetti, immaginavo che potesse prendere un’accetta e massacrare  quei due, me l’aspettavo proprio”. E come no?

È questo il giornalismo 2.0?

Brucia il capannone, povero capannone

Brucia un capannone, muore tra le fiamme un giovane di 35 anni e qualcuno si rammarica per il capannone, una volta sede di una importante fabbrica di divani o oggi sede abusiva di un’ottantina di immigrati. Sul povero ragazzo, straziato dal fuoco, neanche ua parola. È successo oggi a Sesto Fiorentino e il lamento sul “povero capannone” l’ho letto su FB.